Opportunità oppure minaccia? A ipotizzare l’impatto che la stampa 3D potrebbe avere per i settori del gioco e del giocattolo ci ha pensato il convegno organizzato da Assogiocattoli nell’ambito di 3D Print Hub, l’evento per la stampa 3D professionale appena chiuso a Milano (5-7 marzo 2015). Secondo il direttore generale dell’associazione, Paolo Taverna, la stampa 3D può rappresentare un’opportunità per il settore, e se sono le piccole e medie aziende italiane del giocattolo quelle potenzialmente più interessate al 3D per la prototipazione e la customizzazione, al momento sono soprattutto le grandi aziende che stanno studiando con più attenzione il fenomeno. Guarda con ottimismo alla stampa 3D anche un altro esperto del settore, il game designer Spartaco Albertarelli, secondo il quale la stampa 3D è un’interessante innovazione soprattutto per i giochi da tavola, perché consente una customizzazione che però non toglie spazio, e possibilità di guadagno, agli editori di tali giochi in quanto solo una parte degli stessi è riproducibile in 3D, mentre un’altra rimane ad appannaggio esclusivo dei produttori. Al di là delle opportunità, la stampa 3D, come ogni nuova tecnologia, porta con sé anche minacce. Come quella della sicurezza del prodotto, che coinvolge i materiali, ma non solo. Altra crititicità riguarda la possibile violazione dei diritti industriali. Così come sottolineato da Gabriella Reniero, dottore in Legge Mandataria abilitata per Marchi e Design comunitari, le stampanti 3D, in quanto replicatori, sono potenzialmente capaci di rendersi veicolo di violazioni non solo dei diritti d’autore, ma anche dei diritti atti a tutelare un marchio tridimensionale, un design, un modello di utilità e, in teoria, anche un brevetto.
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